Pastorale Giovanile Francescana

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L'INIZIAZIONE ALLA NOSTRA VITA

QUINTA TAPPA: LA FORMAZIONE SPECIFICA

LA FORMAZIONE SPECIFICA

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La formazione al lavoro e al ministero

Le Costituzioni dividono la nostra formazione in due fasi:
quella iniziale e
quella permanente.

La prima fase, che termina con la professione perpetua, include l’iniziazione alla consacrazione e offre la possibilità di incominciare in questo periodo la preparazione al lavoro e al ministero (Cost 23,4; JöhriRav 23). 

Le Costituzioni stabiliscono due principi inequivocabili.

Il primo dice che la vita fraterna evangelica e
la formazione alla consacrazione devono avere la priorità durante il tempo dell’iniziazione;

il secondo afferma che la formazione iniziale deve essere uguale per tutti (Cost 32,2; CIC 659).

Di conseguenza, l’iniziazione alla vita consacrata e la formazione specifica agli ordini sacri non si devono confondere, perché non sono equiparabili.

Lo stato della vita religiosa, per sua natura, non è né clericale né laicale (CIC 588,1). Pertanto, ha un valore suo proprio, indipendentemente dal ministero sacro (VC 60).

L’identità dell’Ordine Francescano ci riporta alla nostra forma di vita evangelica, definendoci come Ordine di fratelli, e non come congregazione clericale.

Perciò l’unica vocazione di frati minori, vissuta nelle sue espressioni laicale o clericale, oltre che garantire un iter formativo comune a tutti, apre a possibili cammini distinti per la formazione specifica: un itinerario per coloro che hanno ricevuto il dono di vivere la vocazione religiosa secondo la dimensione presbiterale, e altri percorsi per coloro che hanno ricevuto il dono di vivere nella dimensione laicale (VIII CPO 42). 

Diventa necessario, da una parte approfondire le modalità di vivere il sacerdozio a partire dalle esigenze proprie della nostra identità carismatica, tenendo conto del carattere della nostra fraternità (Cost 39,4; CorriveauFrat 3, 1-4); e dall’altra attualizzare le modalità di vivere l’opzione laicale, accrescendo le opportunità formative per i fratelli e aiutando ogni fratello a sviluppare la grazia di lavorare (Cost 37,4). 300. La fraternità formativa, insieme al fratello in formazione, deve discernere e verificare, per mezzo dell’accompagnamento personalizzato, le motivazioni della decisione di vivere la propria vocazione, orientata o al dono del ministero ordinato o a quello del ministero fraterno. 301. La formazione comune di base per tutti i frati deve includere lo studio introduttivo alla Sacra Scrittura, alla teologia, alla liturgia, alla storia e alla spiritualità francescana (Cost 32,3). È auspicabile che ci sia il riconoscimento accademico dello studio fatto per tutti quei frati che successivamente continueranno l’iter degli ordini sacri.
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I REGALI DI DIO SONO INTERATTIVI. Papa Francesco, Cristus vivit, 289.

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"Nessuno può affrontare la vita in modo isolato […]. C’è bisogno di una comunità che ci sostenga, che ci aiuti e nella quale ci aiutiamo a vicenda a guardare avanti. Com’è importante sognare insieme! […] Da soli si rischia di avere dei miraggi, per cui vedi quello che non c’è; i sogni si costruiscono insieme».[6] Sogniamo come un’unica umanità, come viandanti fatti della stessa carne umana, come figli di questa stessa terra che ospita tutti noi, ciascuno con la ricchezza della sua fede o delle sue convinzioni, ciascuno con la propria voce, tutti fratelli!"
( Papa Francesco, Fratelli tutti, 8)

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