VIVIMOS FIRMES EN LA FE!
Per una Gioventù Francescana
radicata e fondata in Cristo, salda nella fede.

pubblicata da StefanoMagrì il giorno sabato 17 settembre 2011

Il sogno scaturisce dalla realtà, e ad essa fa ritorno.

Abbiamo pensato a mille modi diversi di presentarvi l’esperienza vissuta dalla nostra Fraternità a Madrid; non andava bene neanche uno: aridi resoconti … Freddi elenchi di cifre … Descrizione di itinerari con tanto di orari e spostamenti … Nulla di ciò andava bene.
Questo perché l’essenza stessa della nostra esperienza, benché radicata nella realtà, ha tanti,troppi punti in comune con quella del sogno.
Non aspettatevi perciò una cronaca dettagliata dei fatti.
Vogliamo invece farvi dono delle emozioni che una ad una vengono a posarsi sulla carta, come foglie portate dal vento.
Vogliamo farvi dono dei volti, delle parole, delle riflessioni, delle fatiche e delle gioie, delle aspettative e delle illuminazioni.
E’ quello che ora proveremo a fare.
Un pellegrinaggio non è mai un viaggio e basta: è un viaggio con e verso Dio.
Questo è bene tenerlo presente, solo alla luce di ciò si può capire Madrid. Un grande sogno, un grande incontro.


Al pari di un mosaico, un sogno lo puoi raccontare solo per frammenti, ed in ragione di questi esso acquista un senso. Tali frammenti portano impressi nitidi e chiari i mille volti del sogno: i nostri volti, gli sguardi, i sorrisi, gli occhi dei fratelli fra noi. Tutte le fraternità del Veneto si sono date appuntamento a Thiene per poi partire di nuovo alla volta della Spagna. Madrid. GMG.
Fin dai primi momenti a Thiene si è venuto a creare un clima di armonia fra le fraternità, a cominciare dalla Santa Messa Vespertina di S. Maria Assunta del 14 Agosto, per poi proseguire per tutta la settimana trascorsa in Spagna. Il clima di comunione venutosi a creare è stato così denso che nemmeno noi siamo stati più la Gioventù Francescana di Rovigo: insieme alle altre siamo risultati fin dall’inizio un unico gruppo, la Gioventù Francescana del Veneto, destinato ad incontrarsi con tanti altri da ogni parte d’Italia.
E’ quello che è successo a El Pardo.

Il santuario del Cristo de El Pardo è un’oasi francescana situata a pochi chilometri da Madrid tenuta dai Frati Cappucini, ed è il luogo dove siamo stati ospitati durante la settimana passata in Spagna.
El Pardo vuol dire tanto per un Giovane Francescano del Veneto.
Vuol dire  tanti momenti passati assieme, la Santa Messa quotidiana ballata e cantata con gioia e partecipazione, le catechesi in preparazione al’imminente GMG, il lodevole spirito di servizio dei volontari nei confronti di tutti i fratelli, decine e decine di altri ragazzi, altre vite, altre storie, con le quali per una settimana siamo diventati un’unica vita, un’unica storia. El Pardo vuol dire sentire il sole ballare il flamenco sulla propria schiena ad ogni ora del giorno, fino a respirare poi il fresco di ogni notte passata a tirar tardi e a scrutare le stelle nel buio del cielo madrileno. El Pardo vuol dire aver ballato e cantato senza una ragione precisa: quando si è tutti in comunione nel nome del Signore della Gloria basta poco per voler esternare la propria gioia, il proprio essere gioventù del Papa, gioventù di Francesco, gioventù di Cristo.
El Pardo è stato un trampolino di lancio che ha condotto molti di noi a riscoprire il reale valore delle nostre giovani esistenze e della nostra fede.
Scavando nel sogno emergono alcune facce, facce di Frati.

Fra’ Maurizio, che ha prestato il proprio servizio provvedendo ad accogliere e sistemare in ogni angolo dell’oasi francescana le decine di ragazzi provenienti da tutta Italia; i frati che hanno messo a disposizione il loro tempo per noi durante le catechesi e le condivisioni; Frate Samba, il cui soprannome è dovuto alla sua capacità di animare i nostri incontri nella Chiesa del Santuario con tanta musica e una bella voce; come dimenticare la semplicità e la dolcezza di Frate Aime, che invita ciascuno di noi a portare nel proprio sguardo la misericordia, ad avere uno sguardo d’amore per ogni essere umano, anche e soprattutto per quello che può sembrare il più lontano dall’Amore di Dio in assoluto.
L’Amore di Dio è per tutti, Egli in ogni istante offre ad ognuno di noi questo Amore sempre vivo e presente, Egli ha il nostro nome tatuato sulle Sue mani.

Con lo stesso entusiasmo con cui ora vi raccontiamo la nostra avventura, se non di più, abbiamo accolto il Santo Padre al suo passaggio in Plaza de Cibeles; si è trattato di un momento fondamentale per tutta la GMG e per i suoi partecipanti: ci siamo infatti ritrovati a condividere quel momento di gioia con decine di migliaia di altri giovani provenienti da tutto il mondo. In una cornice di musica, festoni, palloncini e migliaia di bandiere che garrivano al vento abbiamo atteso di avvistare la papamobile e di ricevere il saluto del pontefice.

Il posto dove però la gioventù del Papa ha brillato di più porta il nome di Cuatro Vientos
Di Cuatro Vientos si è parlato tanto: il caldo implacabile durante il giorno, la furia del temporale alla notte, le cappelle di alcuni distretti letteralmente scoperchiate, l’incidente delle ostie guastate dalla pioggia, i disagi …
I nostri occhi sono stati capaci di vedere oltre: i ragazzi che nonostante il tempo inclemente sono rimasti assorti in preghiera durante l’esposizione del Santissimo, giovani di tutte le nazioni che scandivano in spagnolo – ESTA-ES-LA-JUVENTUD-DE-EL-PAPA! – urlandolo forte contro il cielo, altri che ballavano e cantavano sotto la pioggia, tanti che si facevano forza l’un l’altro rimanendo vicini tra di loro, altri ancora che assistevano i compagni il cui rifugio minacciava di cedere alla potenza del vento.
Fra di loro c’eravamo anche noi e le nostre fraternità; la furia degli elementi ci ha fiaccati, ma noi sapevamo di essere là per motivi più forti del caldo impietoso e della rabbia della tempesta.
Noi eravamo lì per Cristo e Pietro!
La forza di questa consapevolezza ci ha portati in braccio oltre la fredda notte della Veglia, per arrivare a posarci ai piedi dell’aurora.

Il sole sorgeva su Cuatro Vientos alla mattina della Domenica del 21 Agosto, trovandoci tutti là, pronti ad accogliere Benedetto XVI in occasione della Santa Messa di chiusura della GMG; anche se, a dir la verità, a tutti gli effetti è stato il pontefice ad accogliere noi, avendo voluto passare poco prima della Messa fra i corridoi dei maggiori distretti, desideroso di salutare i suoi amati giovani.
L’occasione richiedeva un messaggio forte e significativo da veicolare ad una così grande celebrazione, e così è stato.
L’idea centrale del magistero espresso dal Santo Padre punta sull’esortazione ad uscire dall’individualismo, estraneo al pensiero cristiano: l’essere fondati e radicati in Cristo, saldi nella Fede, non è assolutamente da interpretarsi come un invito alla staticità, anzi, l’essere partecipi di una così grande amicizia con Dio in Cristo  ci rende testimoni attivi di quest’amicizia.

L’appello del Papa contiene un messaggio inequivocabile: far conoscere Cristo a chi non lo conosce, non tenerlo solo per sé; vivere in una dimensione rinnovata della vita in cui il centro non siamo più noi stessi, ma l’altro, e più in particolare l’altro bisognoso del’amicizia di Gesù.
In questo senso il racconto della GMG appena trascorsa può rivelarsi una forma di testimonianza particolarmente efficace, una testimonianza che vada oltre i mille resoconti sul flagello del sole madrileno e la dura esposizione alle intemperie della sera della Veglia.

El Pardo, Plaza de Cibeles e Cuatro Vientos rappresentano certo i caratteri dominanti del sogno, ma questo non vuol dire che ogni altro momento ed ogni altro luogo di questa nostra esperienza non abbia significato qualcosa di importante per noi Giovani Francescani.
In carrellata sullo sfondo ecco passare la chiesa di S. Juan de la Cruz, dove il Cardinale Bagnasco ha incontrato i giovani italiani, segue la visita alla Cattedrale, dove è possibile ammirare la stupenda cappella mosaicata dedicata al SS. Sacramento, imponenti compaiono le piazze più importanti di Madrid, Plaza de el Sol e Plaza Mayor, fanno il loro ingresso trionfale la vista del Palazzo Reale e le più belle opere custodite al museo de El Prado, ed è ancora vivo il ricordo della solenne Via Crucis presieduta dal Santo Padre …
Come dimenticare le corse in metrò per tutto il sottosuolo della capitale, circondati da decine di ragazzi provenienti da tutto il mondo? Inni nazionali, canti improvvisati, gli “Hola” gridati all’infinito … Per poche settimane ogni barriera, ogni differenza è caduta. E’ rimasto ancora vivo, dopo più di vent’anni, lo spirito con cui il Beato Giovanni Paolo II istituì questa Giornata: spirito di dialogo, spirito di pace e fratellanza.

 Se è stato possibile realizzare tutto ciò per così lungo tempo, in luoghi sempre diversi e con una bellezza sempre nuova, allora è possibile farlo sempre e dovunque, a dimostrazione che il Regno di Dio è già fra noi e che aspetta solo di essere reso visibile nelle nostre scelte, nei nostri progetti, nella vita di ognuno di noi.
Non più sogno quindi, ma realtà.
Ripartire dalla quotidianità dopo Madrid non è stato facile, ma ci sostiene  tutt’ora la certezza che è soprattutto nel vivere di ogni giorno che ci è data la grazia di vivere fondati e radicati in Cristo, saldi nella Fede: è da qui che vogliono ripartire i Giovani Francescani di Rovigo, del Veneto.
Perché questa è anche la nostra storia. Il nostro sogno, la nostra realtà.

Un abbraccio a tutti voi.

Giovani Francescani

 

Vedi articoli precedenti:

APERTURA ANNO PGVfra (ottobre 2010)

Per un Novembre "VIVI NELLO SPIRITO" (novembre 2010)

LO SPIRITO E L'EUCARISTIA nel cuore di noi giovani francescani (Dicembre 2010)

SIAMO ANDATI E ABBIAMO VISTO (Marzo 2011)

E STARE AL MONDO E' PIU' CHE UN IMPEGNO (Giugno 2011)