FRATERNITÀ DI ACCOGLIENZA VOCAZIONALE GIOVANISSIMI
“LA PORZIUNCOLA”

Via dei Cappuccini 18, 45100 Rovigo
Tel: 0425 421496 – 421289 Fax: 0425 1922190
Fraternità Di Accoglienza Vocazionale Giovanissimi “La Porziuncola”

 

Se sei un ragazzo delle superiori disponibile, generoso, buono, coraggioso e sincero allora questo luogo e cammino fa per te.

 

Perché una Fraternità Di Accoglienza Vocazionale per ragazzi delle superiori?

La Fraternità di Accoglienza Vocazionale Giovanissimi è e vuole essere un luogo speciale per quei giovani delle superiori che vogliono fare un esperienza eccezionale di cammino vocazionale. Tutti i giovani si chiedono che cosa fare della propria vita. Riconoscono che la vita è un dono da mettere a disposizione degli altri. Camminare assieme a dei frati educatori e vivere in un ambiente di ricerca vocazionale è certamente un aiuto per trovare risposta alla domanda “Signore che cosa vuoi che io faccia?”.

Perché “Porziuncola”?

La scelta di questo nome non è stata casuale. La piccola chiesetta della Porziuncola in Assisi racchiude in se molteplici significati.

Il suo essere piccola. È un po’ quello che caratterizza la Fraternità di Accoglienza Vocazionale Giovanissimi un piccolo numero di ragazzi che hanno deciso di mettersi in gioco. Vivendo in un ambiente veramente famigliare dove c’è tutto quello che serve per fare fraternità.

Il suo essere cara a frate Francesco. Anche la Fraternità di Accoglienza Vocazionale Giovanissimi è un luogo caro a noi frati che vogliamo custodire e seguire con particolare attenzione. I ragazzi che vivono in questo ambiente provengono dal nostro seminario minore o dai nostri gruppi David, frate Leone e Takabanda.

Il suo essere stata ricostruita da san Francesco. San Francesco e Santa Chiara vogliono essere i punti di riferimento per un discernimento vocazionale. Conoscere Gesù attraverso questi nostri santi è certamente un aiuto per la crescita dei ragazzi.

Il suo essere luogo di preghiera. Anche la Fraternità di Accoglienza Vocazionale Giovanissimi vuole mantenere l’importanza della preghiera occasione per stare con Dio e trovare la giusta carica per vivere da cristiani.

Il suo essere all’interno di una basilica. La Fraternità di Accoglienza Vocazionale Giovanissimi non solo fisicamente è all’interno del convento e della comunità vocazionale delle medie, ma è all’interno del percorso di animazione vocazionale che noi frati cappuccini offriamo a tutti quei giovani che vogliono crescere cristianamente.

E Per La Scuola?

La città di Rovigo offre molti indirizzi: Umanistico, scientifico, tecnico e professionale. La scuola è quindi esterna offrendo così la possibilità di relazionarsi con altri giovani e con il mondo di cui facciamo parte.

La vita continua in fraternità!

Al termine della scuola la vita continua in fraternità assieme ai compagni di viaggio, nello studio, nel gioco, nel divertimento e nella preghiera per crescere assieme con il Signore Gesù. Non mancheranno le feste, i giochi e le uscite. Insomma la Fraternità di Accoglienza Vocazionale Giovanissimi è una realtà veramente viva e gioiosa. Scoprirai che vivere assieme con giovani della tua età e con i frati è proprio una bella esperienza.
Chiama e chiedi informazioni o vienici a trovare. Ciao.



CENNI  SULLA CHIESA “LA PORZIUNCOLA”


La Porziúncola è una piccola chiesa fuori Assisi, in località Santa Maria degli Angeli, e attualmente inglobata all'interno della grande basilica di Santa Maria degli Angeli, costruita proprio per proteggere e venerare questa piccola ed antica chiesa, sede di notevole significato spirituale e storico.

Cenni storici

La tradizione fa risalire l'edificazione della Porziuncola al IV secolo, ad opera di eremiti provenienti dalla Palestina. Nel 576 ne avrebbe preso possesso san Benedetto stesso, per i suoi monaci. La Porziuncola fu la terza chiesa riparata da san Francesco dopo la sua vocazione. Tale chiamata avvenne mentre egli pregava di fronte al crocifisso di San Damiano quando sentì una voce che diceva: "va' e ripara la mia chiesa". L'edificio all'epoca dipendeva dal monastero di San Benedetto al Subasio.
La Porziuncola divenne per Francesco luogo particolare e qui sostava spesso in preghiera; qui capì che doveva vivere "secondo il santo Vangelo". Sempre dalla Porziuncola Francesco invia i primi frati ad annunciare la pace. Il 2 agosto del 1216 con la presenza di sette vescovi umbri fu consacrato il piccolo edificio e vi fu proclamato il così detto "Perdono d'Assisi".
Nella Porziuncola inoltre, Santa Chiara rinunciò al mondo e abbracciò sorella povertà. Qui infine, Francesco morì la sera del 3 ottobre 1226.
La chiesa è costruita con pietra cavata dal monte Subasio.

L'interno

Il piccolo edificio (di soli 4 metri per 7) conserva tutt'ora le strutture trecentesche, compreso il tetto con la copertura in marmi bianco e rosa. L'interno della Porziuncola conserva tutta la freschezza della primitiva austerità francescana. Si accede alla cappella attraverso una porta dai battenti trecenteschi; lo spazio interno, coperto da un'alta volta a botte a sesto acuto è caratterizzato da un forte verticalismo che sembra ampliare le pur ridotte dimensioni. Le volte annerite, le pareti sobrie con tracce di affreschi del XIV sec., creano un ambiente suggestivo che invita alla preghiera.
Le pietre rozzamente squadrate sembrano ricordare la mano inesperta del giovane restauratore Francesco. Anche se non si sa con esattezza che cosa Francesco vi abbia fatto, tuttavia non è difficile capirne i piccoli lavori di restauro  e di sostegno.
L'opera artistica più antica e più preziosa della Porziuncola è la grande icone, posta al di sopra dell'altare. Essa è un dipinto su tavola a fondo dorato e occupa tutta l'ogiva della cappella, seguendo nella sagoma il profilo della volta.
L'autore, Prete Ilario da Viterbo, che la dipinse nel 1393, ispirandosi al racconto dell'Indulgenza, vi ha rappresentato l'Annunciazione e storie del Perdono: in basso, a destra di chi guarda, San Francesco nudo tra le spine, per vincere il diavolo tentatore; più in alto, il Santo, che viene accompagnato da due Angeli alla Porziuncola; sulla sommità, Gesù Cristo e la Vergine in trono circondati da teorie di Angeli, e San Francesco genuflesso che implora l'Indulgenza; a sinistra, scendendo, San Francesco dinnanzi al papa implorante la conferma dell'Indulgenza; in basso, San Francesco che promulga l'Indulgenza con i sette Vescovi dell'Umbria; nel centro, l'Annunciazione.
Altri affreschi trecenteschi e quattrocenteschi, con volti di apostoli ed evangelisti e una pietà oltre a decorazioni varie sono nella volta e nei lati destro e sinistro del minuscolo presbiterio, in alto, ma molto consunti e quasi irriconoscibili.

L'esterno

Sull'arco del portale d'ingresso, sulla fascia d'oro che incornicia l'affresco della facciata, vi sono scritte le parole "La tua richiesta Francesco accolgo" pronunciate da Gesù in risposta alla richiesta del Santo: che a tutti quanti, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, conceda ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe. A sottolineare l'ingresso nel luogo dell'indulgenza altre due brevi iscrizioni, una incisa sulla soglia: Hic locus sanctus est (questo luogo è santo) e l'altra scritta alla base dell'altare dell'affresco sopra la porta: Haec est porta vitae aeternae (questa è la porta della vita eterna).
L'ingresso alla Porziuncola è sproporzionato, così come lo è la porta laterale aperta nel XIX secolo per cons  entire il flusso delle grandi folle di pellegrini. Sul lato destro esterno è affisso uno dei documenti epigrafici più antichi dell'Ordine: la lapide della tomba di Pietro Cattani, morto il 10 marzo 1221 quando ancora era in vita Francesco. Si racconta che folle di devoti accorrevano alla sua tomba disturbando la preghiera dei frati; allora Francesco esortò Cattani ad essere obbediente in morte come lo era stato in vita e, quindi, gli ordinò di non compiere più miracoli. E così avvenne.
L'affresco sulla facciata è del pittore nazareno Friedrich Overbeck (1830) e vi è rappresentato Francesco che chiede a Gesù e a Maria la concessione dell'indulgenza plenaria. In alto, una lanterna in stile gotico (XVI-XV secolo) con una statua della Vergine, una Madonna del latte degli inizi del XIV secolo. Sulla parete esterna dell'abside un affresco raffigurante la Crocifissione, recentemente ripulito, dove sembra essersi ritrovata la mano del pittore Pietro Vannucci, detto il Perugino. Quello che si vede è ciò che resta di un grande affresco che ricopriva la parete del convento del XVI secolo, abbattuto quando fu deciso di innalzare la grande basilica.
La basilica fu fatta innalzare dal papa Pio V, negli anni 1569 - 1679, su disegno di Galeazzo Alessi.